La stagione migliore per visitare Venezia

Le stagioni vivono tra due soli. Quello massimamente declinato di un solstizio e quello allo zenit di un equinozio. Le stagioni scandiscono il tempo dell'uomo. Due sono fredde, due sono calde. Come dici, le mezze? Esistono! Ma le ho ignorate di proposito, come il luogo comune che mi volevi estorcere. Dunque, dove eravamo rimasti... ah si, i neri hanno il ritmo nel sangue... no, era qualcosa di più astronomico... ah si, le stagioni! Or bene, le stagioni: sono quattro. E con questo Margherita Hack l'abbiamo sistemata. Passiamo adesso, dal «cielo stellato sopra di [noi]», alle leggi che dovrebbero governare un oculato giudizio sul periodo migliore per visitare Venezia.

  • ESIGENZE EPIDERMICHE

    Sei un tipo freddoloso? Avvicinati, te lo sussurro all'orecchio: organizza un viaggio estivo. Sei un tipo che suda in modo considerevole? Avvicinati... non troppo, mi stai gocciolando addosso. Beh, a Venezia si cammina moltissimo, chiedilo anche ai piccioni, che ogni tanto girano di scatto il collo all'indietro chiedendosi perplessi lo scopo delle ali; quindi non esiste un buon periodo per sopperire al tuo problema. Che facciamo, vieni ugualmente?
  • SÌ!

    Ottimo! Allora ti posso raccontare dell'autunno lagunare, quando l'Immacolata Vergine Madre placa le pestilenze, quando la nebbia avvolge un mistero monumentale e i passi nelle calli echeggiano nitidi nel vuoto. Ti posso raccontare dell'inverno veneziano, quando il gelo rende statica la bellezza e le luci natalizie le donano una seconda mano di colori, quando carnevale maschera i volti ma non cela i sorrisi di festa. Ti posso raccontare della primavera isolana, quando l'Italia è libera, Marco è Santo e alle donne amate si dona il bocolo, quando la Voga è Longa e l'anello dogado s'immerge dominatore per convolare a nozze col mare. Ti posso raccontare dell'estate serenissima, quando un ponte di barche e un cielo d'artificio accendono i fuochi del Redentore, quando un'antica regata solca le onde della storia, rievocando i fasti di un glorioso ineffabile passato in moto perpetuo verso un'eterna Atlantide lagunare. Come dici, di cosa sto farneticando? Parlo di una città sommersa. Un fondo salmastro. Correnti marine.
  • SNORKELING

    Schopenhauer sostiene che la contemplazione di un'opera d'arte permetta all'uomo di collocarsi fuori dal tempo e dallo spazio, riuscendo così ad eludere la «volontà» di cui è schiavo. Hai mai contemplato un dipinto di Ludovico De Luigi? Artista veneziano, pittore della catastrofe acquea, della Venezia affondata. Preferisci visitarla in superficie, oppure immergerti tipo sirenetta palombara con fotocamera e piantina urbanistica? Ti sto spaventando? Non temere, noi dell'Hostaria OsottoOsopra cuciniamo anche a venti mila leghe sotto la laguna, e nonostante «[sembri] correre come il vento», rilassati, «il tempo non ha premura».

di Luca Bagnoli